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Vernice Selettiva: cosa resta e cosa sparisce sui muri di Trento

Trento, la città dei muri parlanti: vandalismo o cultura?



Trento è sempre stata una città all’avanguardia, ma oggi il Comune ci sorprende con una svolta rivoluzionaria: non tutte le scritte sui muri sono vandalismo! Alcune sono… “comunicazione sociale”.


E qui sorge spontanea la domanda: chi decide quali scritte meritano di restare e quali devono sparire? Un oracolo municipale? Una giuria di esperti in arte di strada? Un’intelligenza artificiale allenata a distinguere tra protesta e scarabocchio?


Immaginiamo un vigile urbano di fronte a un muro:

• "Forza Trento!"

Troppo generico, si cancella.

• "No tasse"

Discussione economica? Si valuta.

• "Sindaco bocciato!"

Offensivo, da rimuovere immediatamente!


E non dimentichiamo il ruolo dell’artista involontario: il cittadino che, armato di bomboletta spray, potrebbe finalmente trovare una scusa legale per il suo operato. “Non è vandalismo, agente, è dialogo urbano!”


Forse dovremmo attenderci un Bando per il Graffito Giustificato, con criteri chiari:

• Se è una poesia esistenzialista, resta.

• Se è un insulto a qualcuno, si cancella.

• Se è un attacco al potere… dipende da chi lo scrive.


A questo punto, meglio tenere d’occhio i muri della città: potrebbero riservarci perle di saggezza o, più probabilmente, una discreta confusione su cosa sia arte e cosa semplice vernice fuori posto.


Trento, città della cultura muraria. Preparatevi, potrebbe essere solo l’inizio.

 
 
 

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