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Trento e i cantieri infiniti


Bypass ferroviario: anni di bugie e silenzi, oggi la verità nero su bianco


Per anni ci hanno ripetuto che il bypass ferroviario di Trento sarebbe stato completato entro giugno 2026. Una promessa ribadita da tecnici e politici, utilizzata per rassicurare i cittadini, per giustificare disagi e per difendere un progetto imposto dall’alto. Ora, con l’ennesimo aggiornamento del cronoprogramma, scopriamo che non sarà così.


Secondo il nuovo calendario, le frese inizieranno a scavare solo a inizio 2026, quando i lavori avrebbero dovuto essere terminati.

Non solo: i primi scavi, che dovevano partire nell’estate 2025, slittano al 2026. Il cronoprogramma è smentito dai fatti, ma nessuno si prende la responsabilità di ammettere che i tempi dichiarati finora erano semplicemente falsi.


Questo non è il primo inganno. Negli anni abbiamo assistito a un copione ripetitivo:

Prima ci hanno detto che il progetto era pronto e che tutto si sarebbe svolto senza intoppi.

Poi hanno minimizzato i ritardi, parlando di piccoli slittamenti irrilevanti.

Oggi leggiamo che la macchina dei lavori è ancora lontana dalla fase operativa, e l’unica certezza è che i tempi si allungano.


Il problema non è solo il ritardo, ma la sistematica mancanza di trasparenza. Si sono ignorate le preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza e sull’impatto ambientale. Si è evitato ogni confronto reale sulle alternative. Si è nascosta la verità sulla gestione delle terre di scavo, sulla stabilità delle aree coinvolte, sul rischio vibrazioni per le case lungo il tracciato.


Di fronte a tutto questo, la politica resta in silenzio. Nessuna ammissione di colpa, nessuna spiegazione, nessuna assunzione di responsabilità. Anzi, si prosegue con lo stesso metodo: dichiarazioni generiche, rassicurazioni di facciata, promesse che verranno smentite dai fatti.


E così si alimenta la sfiducia. Si chiede ai cittadini di credere nelle istituzioni, ma poi si mente loro senza nemmeno il pudore di ammetterlo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il 40% di astensione è il segnale di una politica che ha perso credibilità. E la vicenda del bypass è solo un esempio di come questa classe dirigente si sia allontanata dalla realtà, incapace persino di dire la verità ai cittadini.

 
 
 

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