top of page

SFORTUNA ? No sistema fragile


Treni che sfiorano, rischi che restano


“Nulla di grave, solo tanto spavento.”

Così è stato raccontato l’incidente ferroviario accaduto a Trento pochi giorni fa, quando un treno regionale con 45 passeggeri a bordo è stato urtato da un merci carico di carta.

Tutto bene, per fortuna. Solo paura.


Curioso però che, a forza di minimizzare, ci si dimentichi del fatto centrale: la vera fortuna è stata che in quel momento il treno passeggeri era fermo al semaforo. Se non fosse stato così, oggi staremmo parlando d’altro. E non certo di “spavento”.


La parola che non viene mai detta è rischio.

Quel rischio che i cittadini respirano ogni giorno senza rendersene conto, quando i convogli di merci pericolose attraversano la città. Lo hanno visto bene gli abitanti di Viareggio nel 2009: anche quel treno è passato da Trento, prima di trasformarsi in un disastro.


E intanto si stanziano 1 miliardo e 700 milioni per un mezzo bypass ferroviario che non toglierà le merci dai centri abitati. Perché le alternative c’erano: una vera circonvallazione, capace di spostare fuori città i convogli più pericolosi. Ma i nostri amministratori hanno scelto questo progetto ( un cantiere ferroviario dentro la città ).


Poi succede che la realtà bussi forte: un urto, un errore, una scintilla… e allora non basta più dire che “a Trento va tutto sommato bene”.


Ieri è andata bene, sì. Ma se l’unica vera sicurezza rimane la fortuna di un semaforo rosso, vuol dire che abbiamo delegato la vita di decine di persone al caso.

Sfortuna? No. Sistema fragile.

E la vera leggerezza non è nell’incidente in sé, ma nella scelta di continuare a far correre convogli carichi di merci anche pericolose dentro i centri abitati.


Curioso?

No.

Grave.

 
 
 

Commenti


bottom of page