Più merci su rotaia: una soluzione tardiva per il Brennero?
- Rete dei Cittadini

- 11 feb 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Traffico deviato, fumo negli occhi? Il gioco della politica tra rotaia e grandi opere
L’alleggerimento del traffico merci sull’A22 a favore della ferrovia non è una scelta politica né il frutto di una pianificazione lungimirante. È una misura obbligata dai lavori di rifacimento del ponte Lueg, il viadotto autostradale austriaco dopo il Brennero. Una necessità imposta dalle circostanze, eppure trasformata in un pretesto per rilanciare vecchie strategie politiche.
La ferrovia c’è già: perché non si è usata prima?
Da anni sarebbe possibile spostare su rotaia una parte consistente del traffico pesante, senza attendere il completamento del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. I terminal intermodali, come quello di Roncafort, sono già operativi. Ma fino a oggi si è preferito favorire il trasporto su gomma. Ora che l’autostrada è congestionata, si corre ai ripari con soluzioni che potevano essere adottate molto prima.
Il bypass ferroviario di Trento: una giustificazione perfetta?
Il Sindaco continua a sostenere che il bypass ferroviario sia essenziale per procedere, tra decenni, all’interramento della linea storica per circa un chilometro e mezzo e avviare la riqualificazione urbana. Ma nel frattempo, che succede?
Nel periodo transitorio, Trento Nord sarà sacrificata a un peggioramento urbanistico e ambientale, con cantieri infiniti e nuovi binari, senza reali benefici immediati. Una promessa di futuro migliore che intanto peggiora il presente, senza nemmeno una seria analisi costi-benefici.
“Ce lo chiede l’Europa”? No, lo decide la politica locale
Tra le giustificazioni che spuntano per difendere certe scelte, c’è sempre il solito mantra: “Ce lo chiede l’Europa”. Una frase ripetuta anche nelle lettere ai giornali, con toni patetici per non dire altro.
Ma è falso. I territori attraversati da un corridoio europeo hanno il diritto e il dovere di esprimersi per tutelare il proprio ambiente e sviluppo. Il passaggio della ferrovia a Trento non obbliga la città ad accettare passivamente qualsiasi progetto imposto dall’alto. Anzi, è responsabilità dell’amministrazione trovare soluzioni con il minor impatto possibile e i massimi benefici per i cittadini.
Chi ci guadagna davvero?
Non i cittadini, che subiranno per anni cantieri e disagi senza vantaggi immediati.
Non l’ambiente, che verrà compromesso da un progetto che poteva essere pensato meglio.
Non il trasporto ferroviario, che potrebbe essere potenziato già oggi senza bisogno di attendere il bypass.
Siamo di fronte all’ennesima operazione politica che gioca sulla disinformazione, sfruttando emergenze per portare avanti strategie decise altrove. Trento ha bisogno di scelte razionali, non di grandi opere giustificate con slogan vuoti.




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