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Operai protetti. Cittadini rassicurati. Ma le due cose coincidono davvero?

  • 18 lug
  • Tempo di lettura: 2 min


Negli ultimi giorni sul bypass di Trento abbiamo letto due messaggi che meritano una riflessione.

Nel primo articolo ci viene spiegato che gli operai impegnati negli scavi lavoreranno seguendo rigorosi protocolli di sicurezza. Tute protettive, maschere, procedure operative e controlli specifici: misure che nessuno mette in discussione e che sono doverose quando si interviene in un’area delicata.

Il giorno dopo, però, arriva un secondo messaggio.

“Massima tutela per i cittadini.”

Ed è qui che nasce una domanda che riteniamo legittima.

Se il cantiere richiede dispositivi di protezione per chi vi lavora, quali misure concrete sono previste per chi vive, lavora o accompagna i propri figli a scuola a pochi metri dagli scavi?

L’articolo di Asuit richiama gli studi epidemiologici disponibili e annuncia monitoraggi, biomonitoraggi e programmi di sorveglianza sanitaria.

Tutto questo è certamente importante.

Ma è anche diverso da ciò che è stato raccontato il giorno prima.

Per gli operai si parla di prevenzione: dispositivi di protezione, procedure e protocolli.

Per i cittadini si parla soprattutto di monitoraggio: controllare, rilevare, osservare.

Sono due concetti diversi.

Monitorare significa verificare ciò che accade.

Proteggere significa evitare che l’esposizione si verifichi.

Ed è proprio questa la domanda che, ad oggi, resta senza una risposta chiara.

Se la tutela dei cittadini è davvero “massima”, quali sono le misure preventive previste durante gli anni di scavo?

Esistono protocolli specifici per i residenti?

Per le scuole?

Per gli asili?

Per chi ogni giorno vive accanto al cantiere?

Non è una domanda polemica.

È una domanda di trasparenza e di salute pubblica.

Perché la salute non cambia quando si supera la recinzione del cantiere.

Se un’area richiede particolari cautele per chi ci lavora, è naturale che i cittadini chiedano quali siano le cautele previste anche per chi vive tutto intorno.

Fino a quando questa domanda rimarrà senza una risposta concreta, parlare di “massima tutela per i cittadini” rischia di essere una rassicurazione che non spiega come quella tutela verrà garantita.

 
 
 

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