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IL GRANDE BLUFF


Quattro anni di ritardo? Così faremo i lavori ancora meglio”

— dichiarazione raccolta in un’intervista su un quotidiano locale a proposito del bypass ferroviario.


A Trento abbiamo una nuova filosofia amministrativa: se un’opera strategica subisce quattro anni di ritardo, non è un fallimento… è un’opportunità!


Le “parole d’ordine” sono già pronte:

📍 Avremo più tempo per fare meglio.

📍 Lavori fatti bene e con minor impatto per la città.


Peccato che la realtà sia leggermente diversa. Per gli scavi sui terreni inquinati — dice l’amministrazione — serve solo più tempo per asportare il materiale in un ambiente confinato.

Domanda: perché questa tipologia di scavo, necessaria per la tutela della salute pubblica, non è stata prevista fin dall’inizio nel progetto?


Fino a pochi giorni fa, queste criticità venivano minimizzate o addirittura negate. Oggi, come per magia, diventano punti di forza. Il ritardo di quattro anni viene confezionato come un regalo alla città, quando invece è la prova lampante di una pianificazione carente e di un’assenza totale di trasparenza.


Anzi, lanciamo noi la proposta: perché non rinviare tutto fino al 2040 o oltre, così da fare i lavori “ancora meglio”? Nel frattempo, cambiano i governi, cambiano le priorità… e la commedia tragicomica continua. Tanto, come sempre, paga Pantalone.


La verità è semplice: se fin dall’inizio ci avessero detto ciò che tutti sapevano su tempi e difficoltà, oggi non ci sarebbe bisogno di giochetti linguistici per trasformare un problema in una “buona notizia”.

Ma si sa: a Trento, l’arte di girare la frittata è ormai patrimonio culturale.

 
 
 

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