Il gioco delle tre carte
- Rete dei Cittadini

- 14 gen 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 16 gen 2025

Comune di Trento e Provincia: il grande show del “Non è colpa mia”
Signore e signori, benvenuti al circo dello scaricabarile!
In scena, il numero più acclamato della politica locale: il Comune di Trento e la Provincia di Trento, impegnati nel loro eterno spettacolo del “Chi ha sbagliato?”. Un gioco di prestigio che lascia sempre i cittadini con in mano… il cerino acceso.
Primo atto: arriva l’antenna a Montevaccino. I residenti si arrabbiano?
Il Comune alza le mani e fa spallucce: “Eh, ma è competenza della Provincia!”. Però, curiosamente, quando c’è da inaugurare una nuova piazza o una ciclabile, le stesse spallucce diventano scrollate di orgoglio: “È merito nostro!”.
Secondo atto: il bypass ferroviario. Un progetto che fa acqua da tutte le parti (ma non quella che serve per le falde). La Provincia solleva dubbi sull’impatto ambientale? Il Comune fa orecchie da mercante e va avanti. Quando poi qualcuno chiede della bonifica delle aree inquinate di Trento Nord, ecco il gran finale: “Non dipende da noi!”.
E attenzione, perché lo spettacolo non finisce qui! Tra poco partirà il progetto del nuovo stadio e della funivia del Bondone, del nuovo ospedale e scommettiamo che anche lì vedremo lo stesso copione?
Se va tutto liscio, applausi al Comune con taglio del nastro.
Se invece ci sono problemi, ecco che si riapre il libro delle scuse: “Ci ha obbligati la Provincia!”.
Ma il numero più bello, cari cittadini, è che questo scaricabarile è perfettamente coreografato.
Quando il Comune vuole intestarsi le opere, la Provincia è solo una comparsa.
Quando invece si rischia di alzare un polverone, ecco che il Comune si trasforma nella vittima di un potere superiore.
È il grande gioco delle tre carte, e noi cittadini? Siamo il pubblico pagante. Paghiamo con le nostre tasse, paghiamo con la nostra salute, paghiamo con le nostre case costruite accanto a terreni inquinati. E alla fine, cosa ci resta? Un senso di presa in giro e un copione sempre uguale.
Forse è ora di spegnere le luci su questo spettacolo. Perché a noi cittadini delle scuse non importa più niente. Servono fatti, servono soluzioni, e soprattutto serve una classe politica che abbia il coraggio di dire: “Questa è responsabilità mia”.




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